Un manifesto volutamente provocatori per chiedere maggiore attenzione alle aree archeologiche siciliane

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Posted on : 21-Giu-2010 | By : admin | In : Comunicati Stampa

Questa mattina, a Palermo presso la sede dell’Assessorato regionale ai Beni cultuali ed all’identità siciliana, Gianfranco Zanna ha provocatoriamente consegnato all’assessore Gaetano Armao un “perfetto falso decreto” in cui si chiede di “vincolare architettonicamente” l’impalcatura che, da dieci anni, circonda il Tempio C di Selinunte e che non serve assolutamente a nulla, tranne che a deturpare l’immagine della più grande area archeologica europea.

Infatti, l’impalcatura era stata realizzata nel 2000 dalla ditta Tamburini spa, su incarico dell’allora Ministero dell’Università e della ricerca scientifica, per avviare anche sul Tempio C uno studio sulle nuove tecniche di assemblaggio delle calcareniti antiche. Il ponteggio, ormai fatiscente, serviva, dunque, per effettuare le necessarie analisi, ma non è stato più smontato. Anzi ha segnato in maniera indelebile l’intero paesaggio dell’area archeologica. Contestualmente al decreto, Zanna ha anche consegnato un manifesto con la fotografia del Tempio C imbracato dall’inutile ponteggio.

“L’obiettivo della nostra provocazione – dichiara Gianfranco Zanna – è quello di creare la giusta attenzione per affrontare la difficile situazione delle aree archeologiche in Sicilia, a partire da quella di Selinunte che (insieme alle Cave di Cusa) da due anni e mezzo aspetta una firma per l’istituzione del Parco archeologico regionale”.

“Le provocazioni di Legambiente – ha dichiarato l’assessore Armao – sono sempre stimoli a fare meglio, per cui non posso che affrontare la vicenda con tempestività. Con le risorse che provengono dai fondi Fas, daremo assoluta priorità alla rimozione dell’impalcatura dal Tempio C di Selinunte ed in generale provvederemo ad effettuare tutti gli interventi di sostegno e manutenzione al sistema museale regionale ed ai beni archeologici”.

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