Necropoli di Selinunte: Galera Bagliazzo

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Posted on : 03-Mar-2010 | By : admin | In : Parco Archeologico, Turismo

La città di Megara Iblea abbracciava uno stretto lembo di territorio confinante ad occidente con le popolazioni sicule, con cui la colonia mantenne buoni rapporti; di contro essa era stretta a nord e a sud rispettivamente dalle colonie calcidesi e da Siracusa; con queste la città ebbe frequenti conflitti e, per porvi termine e contener la tensione ad essi connessa, fu dato luogo alla edificazione nella Sicilia occidentale della polis di Selinunte.

La nuova città ellenica fu fondata nel 650 a.C da coloni provenienti dalla madre patria e dai megaresi di Sicilia sotto la guida di Pammilo; il sito prescelto si pose sulla cuspide occidentale dell’isola a confine con le compagini puniche ed elime stanziate da tempo in quell’area. Selinunte sorse su tre rilievi prospicienti al mare, articolati dal corso del Selinos ad ovest e dal Cotone ad est. L’occupazione territoriale si dispose secondo le dorsali di natura calcarea, rispettivamente l’acropoli ed il pianoro di Manuzza.

Sin dal primo insediamento dei coloni le due colline furono entrambe occupate, non si tratta di uno stanziamento esteso e sistematico bensì di nuclei sparsi, posti secondo gli assi naturali peraltro divergenti fra di loro; all’incontro di questi due orientamenti, secondo la Rallo e, per la precisione, sul versante sud-orientale di Manuzza, si articolò una necropoli ad incinerazione, da cui provengono materiali della prima metà del VII secolo a.C ed utilizzata dagli abitanti di entrambe le colline, ma tale ipotesi si è rivelata falsa.

L’abitato si rinnovò agli inizi del VI secolo a.C. con una trama urbana articolata in rettangoli, sia sul pianoro dell’acropoli che sulla collina di Manuzza; nella prima area si sono distinte dodici fasce abitative di 35 metri di larghezza articolate secondo l’orientamento est-ovest e poste tra i due porti. La spina dorsale dell’intero impianto era una grande plateia posta secondo la direttiva nord-sud, larga 8 metri.
A questo impianto si aggiungono altre cinque fasce insediative poste presso il Cotone ed individuate da Mertenz.

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