Un importante accordo e’ stato concluso a Roma tra l’assessore regionale, Gaetano Armao, e il coordinatore dell’Unita’ tecnica per la Finanza di progetto della Presidenza del Consiglio, Manfredo Paulucci De Calboli. Stiamo parlando dei bandi per l’affidamento in partenariato pubblico e privato dei principali siti culturali e musei siciliani.
Il primo bando, che si prevede di pubblicare ad aprile, riguardera’ la provincia di Trapani, con particolare riferimento alle aree archeologiche di Segesta e di Selinunte e alla tonnara di Favignana. Definite le analisi preliminari di fattibilita’ tecnica ed economica, si potra’ procedere alla selezione delle offerte.
”E’ stata avviata – dice Armao – una collaborazione proficua che ci consentira’, senza oneri e con la piu’ qualificata assistenza tecnica, di pubblicare, a breve, i bandi per la gestione integrata dei beni culturali della nostra regione, servizi aggiuntivi compresi. Si tratta di conciliare al meglio le esigenze del settore pubblico e delle imprese private che dovranno gestire gli oltre cento siti culturali della Sicilia”.
La città di Megara Iblea abbracciava uno stretto lembo di territorio confinante ad occidente con le popolazioni sicule, con cui la colonia mantenne buoni rapporti; di contro essa era stretta a nord e a sud rispettivamente dalle colonie calcidesi e da Siracusa; con queste la città ebbe frequenti conflitti e, per porvi termine e contener la tensione ad essi connessa, fu dato luogo alla edificazione nella Sicilia occidentale della polis di Selinunte.
La nuova città ellenica fu fondata nel 650 a.C da coloni provenienti dalla madre patria e dai megaresi di Sicilia sotto la guida di Pammilo; il sito prescelto si pose sulla cuspide occidentale dell’isola a confine con le compagini puniche ed elime stanziate da tempo in quell’area. Selinunte sorse su tre rilievi prospicienti al mare, articolati dal corso del Selinos ad ovest e dal Cotone ad est. L’occupazione territoriale si dispose secondo le dorsali di natura calcarea, rispettivamente l’acropoli ed il pianoro di Manuzza.
Sin dal primo insediamento dei coloni le due colline furono entrambe occupate, non si tratta di uno stanziamento esteso e sistematico bensì di nuclei sparsi, posti secondo gli assi naturali peraltro divergenti fra di loro; all’incontro di questi due orientamenti, secondo la Rallo e, per la precisione, sul versante sud-orientale di Manuzza, si articolò una necropoli ad incinerazione, da cui provengono materiali della prima metà del VII secolo a.C ed utilizzata dagli abitanti di entrambe le colline, ma tale ipotesi si è rivelata falsa. Continua »
Dai giornali esaminati si è potuto ricavare l’indice di gradimento sull’Italia e trovare preziose indicazioni sulle preferenze e le tendenze dei turisti esteri segmentati per provenienza.
Architettura storia, testimonianze di pregio artistico, bellezze naturale e tanta buona cucina distinguono e insieme omogeneizzano i giudizi espressi da autorevoli testate internazionali.
Sono state monitorate oltre 100 prestigiose testate giornalistiche internazionali di 12 nazioni vicine e lontane allo Stivale, tra cui Australia, Austria, Cina, Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Medio Oriente, Russia, Spagna, Svizzera e Usa.
Tra Umbria e Toscana si muovono i commenti entusiastici de El Pais. Gli spagnoli amano Città di Castello per la cucina locale, Perugia, come città vivace con scuole d’arte e ottimi artigiani cioccolatai, Assisi e Norcia, per una visita sulle orme ascetiche dei santi come Francesco e Benedetto, ma con un occhio attento e secolare alle orcinerie e ai venditori di tartufo nero.
Ma lo sguardo benevolo di El Pais si sofferma anche sul sud più tipico, citando Alberobello, Otranto, Castel del Monte e Galatina su un percorso che attraversa Puglia, della Basilicata e Calabria per discendere in Sicilia per visitare a Selinunte le magnifiche rovine greche o Modica, scegliendo, qui tra le attrattive una prestigiosa cioccolateria. Un tracciato non particolarmente battuto dai turisti, che permette di godere di tranquillità e pace. Continua »
Uno dei santuari più interessanti di Selinunte è sicuramente quello di Demetra Malophoros sito in contrada Gaggera; questo edificio assieme al tempio N e a quello M costituiscono una vera e propria cerniera tra la polis e la necropoli di Manicalunga.
La collina occidentale, ove sorge questa monumentale struttura, ebbe destinazione sacra già a partire dalla fondazione della colonia ma, come mi è capitato già di affermare altrove, il sito in questione dovette rivestire un ruolo cruciale ancor prima dell’arrivo dei Greci.
La zona infatti si trova allo sbocco del fiume Modione, che sappiamo esser navigabile, almeno in parte, in epoca greca, dove i selinuntini disposero uno dei due porti; inoltre posso affermare che i templi situati sulla collina occidentale ricevettero un utilizzo ancora in epoca punica (post 409 a.C.) e la loro attività si arrestò solo dopo la distruzione operata dai Romani nel 250 a.C. Continua »
Mondello è la spiaggia più galeotta della Sicilia. Per una settimana vi abbiamo chiesto di scegliere la spiaggia che maggiormente si presta a un incontro galante e appunto galeotto. I risultati di Repubblica.it danno ragione al portale maschile australiano “Ask me”, frequentato da dieci milioni di curiosi, che alcuni giorni fa ha pubblicato la top ten delle spiagge più intriganti del mondo, posizionando Mondello al sesto.
Mondello ha ottenuto il 33 per cento dei consensi di Repubblica.it. Al secondo posto San Vito Lo Capo con il 27% e terzo gradino del podio per Cefalù con il 12%. Quarta posizione per Porto Palo di Capo Passero con l’8%. Seguono Selinunte, Capo d’Orlando, Realmonte, La Playa di Catania, San Marco a Calatabiano e Sciacca
Il tempio E di Selinunte, risale al 460-450 a.C. ed è un periptero con 6 colonne sui fronti e 15 sui lati lunghi (comprese le angolari) poggianti su uno stilobate dalle proporzioni leggermente allungate.
Il tempio, con colonne alte 10,20 m. (comprese di capitello), è da considerarsi tra i templi “dorico canonici” uno dei più significativi della grecia coloniale, infatti, accoglie tutte le soluzioni della tecnica costruttiva dell’ordine dorico; come le curvature e le correzioni di tutte le parti destinate a fare incontrare sempre due triglifi negli angoli del fregio e mai due metope. Continua »